
L'intera area prende il nome dal fiume Fortore che fa da confine naturale fra le regioni Campania, Molise e Puglia. Le formazioni terziarie argillose ed arenacee, profondamente incise dal reticolo fluviale, danno vita ad un paesaggio di profili altimetrici irregolari. Fondovalle tortuosi su cui incombono pendii accentuati, contrastano con le zone sommitali arrotondate, più adatte all'insediamento umano. Nei massicci calcarei è particolarmente in alcuni campi ricchi di sorgenti, i suoli si presentano ad abbondanti pascoli naturali, mentre le pendici sono largamente ricoperte dal bosco, per lo più ceduo. Il paesaggio si presenta dunque molto vario; i verdi seminativi, gli oliveti, i vigneti, i frutteti, e le zone boscate offrono particolari effetti cromatici che conferiscono al paesaggio panorami più distensivi. I numerosi corsi d'acqua e i laghetti collinari costituiscono punti di piacevole attrazione. Sono infine interessanti le numerose fonti di acqua sulfuree sparse per tutta la comunità. La superficie territoriale è utilizzata quasi sempre in forme estensive con larghissima prevalenza di colture cerealicole. Nelle aree irrigue si pratica con discreti risultati l'ortofrutticoltura. I versanti meglio esposti ospitano vigneti ed oliveti in genere promiscui.
E' da ricordare infine la tabacchicoltura con varietà discretamente pregiate. Importante è l'allevamento del bestiame, soprattutto di bovini da latte e da carne. Le razze più diffuse sono la Frisona, la Bruno/Alpino, la marchigiana e la Podolica. Il tipo di allevamento è vario: si passa dalla stabulazione fissa a quella semi brada. Dal latte delle mucche si ottiene dell'ottimo formaggio, soprattutto il caciocavallo Silano di Castelfranco in Miscano che ha ottenuto la denominazione di origine protetta. La zona montana, infine, è caratterizzata da un'area boscata tipica della montagna appenninica con prevalenza di quercia, pino, frassino, pioppo, olmo, acero e castagno.