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" Addio Mons. Nicola Maria Finelli testimone di fede nel fortore". Il ricordo di Tullio Calzone

Ordinato sacerdote nel 1950 da Mons. Mancinelli, sin dagli anni difficili del dopoguerra aveva comons. finellintribuito con la sua testimonianza cristiana alla crescita dell’Alto Fortore. E’ stato Cappellano di Sua Santità e Vicario Foraneo Pastorale, Abate in San Pietro Apostolo a San Giorgio La Molara e Arciprete di Apollosa. Il ricordo del vescovo di Benevento, S. E. Mons. Andrea Mugione, al rito funebre officiato lunedi a Castelvetere.

Quasi mezzo secolo da sacerdote di frontiera in una terra povera ma autentica che lo ha accolto in un ultimo abbraccio sentito e commovente. Se ne andato così Monsignor Nicola Maria Finelli, parroco di Castelvetere in Val Fortore dagli albori degli anni Sessanta sino al 2005, quando aveva lasciato la Chiesa di San Nicola Vescovo a don Giovanni Tagliaferro, giovane prelato che ne ha raccolto anche l’eredità e l’insegnamento profondamente cristiani. Uomo d’altri tempi ma con lo sguardo rivolto al futuro, don Nicola è stato solo apparentemente un sacerdote duro ed esigente. Nella sua esperienza di vita cristiana, in realtà, non c’è mai stato spazio per i relativismi da atei devoti che contaminano i nostri tempi. Anche se intimamente era dolce e misericordioso. Fermezza, dolcezza, ironia e lungimiranza erano state le doti con le quali aveva accompagnato la faticosa crescita del piccolo centro fortorino, dove era nato il 7 luglio del 1925. Don Nicola aveva amato profondamente e custodito con rigore quasi paterno la sua terra, in anni difficili e non generosi per nessuno. Un legame forte e sentito che gli aveva permesso di guidare con l’esempio, prima ancora che con le parole, le generazioni che si affacciavano su un progresso assai spesso vuoto, tentate dal consumismo proprio mentre i valori di una cultura genuinamente contadina cominciavano a sgretolarsi. Schivo ma energico, Nicola Maria si era formato al Seminario Arcivescovile di Benevento nei decenni tra le due guerre e aveva completato gli studi in teologia al Seminario Regionale Pontificio “Pio XI” , centro di raffinata cultura cristiana del capoluogo sannita in cui si sono forgiati alcuni dei prelati di maggiore personalità di quella generazione, tra gli altri Monsignor Laureato Maio, attuale responsabile della Biblioteca Capitolare, Monsignor Pasquale Fusco, Rettore della Cattedrale di Benevento, e subito dopo S.E. Mons. Francesco Zerrillo, Vescovo di Tricarico e Lucera. La figura di don Nicola Maria Finelli è stata ricordata con parole semplici ma efficaci dall’Arcivescovo di Benevento, S.E. Mons. Andrea Mugione che, nella Chiesa Madre di Castelvetere in Val Fortore, ha sottolineato lo spirito di servizio e l’attaccamento esemplare alla comunità dell’anziano prelato fortorino. «Di fronte al mistero della morte bisogna aprire il cuore alla speranza come ci ha insegnato lo stesso don Nicola che, dopo una vita spesa tra la sua gente, ci ha solo preceduti nel grande cammino della vita», ha detto nell’omelia funebre il vescovo sannita, accompagnato dal Vicario diocesano, don Pompilio Cristino. Attorno al feretro di Monsignor Finelli, oltre alla sorella Giuditta, ai nipoti, ai cugini e all’intera popolazione di Castelvetere in Val Fortore, si sono raccolti numerosi preti dell’Alto Sannio che hanno avuto modo di apprezzarlo nella sua lunga e coerente militanza sacerdotale. Ordinato il 23 luglio del 1950 da S.E. Mons. Mancinelli, dall’8 gennaio del 1987 don Nicola Maria era Cappellano di Sua Santità. Ma è stato anche Vicario Foraneo Pastorale del Fortore, Abate in San Pietro Apostolo a San Giorgio La Molara e Arciprete di Apollosa, incarichi questi ultimi svolti prima del lungo parrocato a Castelvetere cominciato agli inizi degli anni Sessanta e portato avanti sino a due anni fa incessantemente con esemplare spirito di fede paolino. Una fede conservata intatta sino agli ultimi giorni della sua vita e lasciata ora in eredità a tutti coloro che, avendolo conosciuto nella sua straordinaria semplicità, non hanno potuto non volergli bene.